Parlare dell’Africa non è facile. Non è facile per mille motivi. Perché si tratta di un viaggio molto diverso rispetto a quelli che siamo soliti fare, perché lasciarsi trasportare da altri in giro per un Paese sconosciuto provoca sempre un po’ di insicurezza ed infine perché non siamo più abituati a pensare che andando a visitare qualcosa questa non sia disponibile.

Ci spieghiamo meglio. Volete vedere il Colosseo? Si guarda su Internet il costo del biglietto, gli orari e si va. Le sorprese non ci sono. Se però fate un Safari non potete mandare un sms al Leone, chiedergli quanto vuole per farsi vedere, fissare un appuntamento e poi incontrarsi, chiaro no? Beh aspettare e avere la pazienza di attendere la natura ed i suoi tempi è forse uno degli insegnamenti più importanti che un Safari può lasciare dentro ognuno di noi…

Cosa portare

Essendo il nostro primo Safari abbiamo deciso di munirci di poca roba:

  • un cappello (poco utile ma se proprio volete portarlo prendetene uno da poco che si possa legare o vi volerà via!),
  • un potente spray antizanzare (consigliamo il Jungle Formula 4),
  • vaccini (non sono obbligatori ma è benissimo farli, quindi andate a consultare un medico e vaccinatevi!),
  • vestiti leggeri e bianchi ma anche felpe (noi siamo andati ad agosto e la sera faceva freddo!),
  • binocolo (noi non l’avevamo ma può servire in certi casi),
  • occhiali da sole e creme per il sole,
  • tanta ma tanta voglia di osservare!

Che giro abbiamo fatto?

Si può decidere di fare un Safari acquistandolo dall’Italia con un tour operator oppure in loco con quelli che sono chiamati “Beach boys” ovvero ragazzi del posto che in spiaggia sono disposti a vendervi o trovarvi ciò che volete, in primis Safari ed escursioni simili a quelli del vostro albergo (con la differenza che, purtroppo va detto, i beach boys spesso fanno i cosiddetti fuori pista con la jeep, che non solo sono vietati ma distruggono irrimediabilmente la natura! Mettetevi una mano sulla coscienza).
Noi ci siamo affidati a Condor, il tour operator che ha gestito il nostro intero viaggio, e siamo stati davvero contenti della scelta! Musembi, la nostra guida, si è dimostrato molto preparato e scrupoloso. Con la sua vista paranormale, è riuscito a farci vedere animali là dove non riuscivamo a vedere altro che alberi o foglie, ci ha fatto scoprire tante specie di uccelli ed animali poco conosciuti, insomma è stato sicuramente un valore aggiunto per noi.

Il tour che abbiamo fatto prevedeva 3 parchi: Tsavo Est ed Ovest ed Amboseli. Sono tre parchi molto diversi tra loro, sia come paesaggi sia per quanto riguarda gli animali che si possono vedere. L’estensione dell’intero Tsavo è paragonabile all’area del Piemonte quindi si tratta davvero di parchi sconfinati. Il tour per la precisione è stato il seguente:

1° giorno – arrivo a Mombasa dove abbiamo incontrato Musembi, l’autista, e due ragazze speciali (Elisa e Giorgia) con le quali abbiamo fatto il Safari. Da lì siamo partiti alla volta del Parco Nazionale dello Tsavo Ovest. Siamo poi arrivati al campo Ngulia dopo aver fatto un piccolo game drive ed aver avuto il primo “assaggio” di elefanti e giraffe.

2° giorno – Lasciato il parco Tsavo Ovest il safari è proseguito in direzione dello splendido Kilimanjaro (che potete ammirare in alcune delle nostre foto qui sotto) verso il parco Amboseli. Game drive fino all’ora di pranzo e nel primo pomeriggio secondo game drive durante il quale ci siamo imbattuti in un momento magico: l’accoppiamento del leone e della leonessa, degno del miglior documentario.

Abbiamo scoperto poi che l’accoppiamento può durare fino a 20 giorni, durante i quali leone e leonessa non mangiano o beveno per dedicarsi solo alla riproduzione: w il re della foresta!
Per chi voleva, c’era la possibilità di visitare un caratteristico villaggio della tribù dei Masai ma non ci convinceva molto l’idea e abbiamo preferito non fare la visita (facoltativa e a pagamento).

3° giorno – Sveglia e colazione presto per partire alla volta del parco Tsavo Est. Primo game drive all’interno del parco con arrivo in un camp per il pranzo e la sistemazione nelle camere. Nel pomeriggio game drive per esplorare un’altra bellissima zona di questo parco fino al tramonto. Arrivo al campo tendato Man Eaters per la cena ed il pernottamento. Il terzo giorno è stato per noi magico perché non solo abbiamo visto una famiglia intera “reale” con leone, leonessa e leoncino! Ma siamo riusciti anche a vedere un ghepardo ed un leopardo nascosto tra le foglie di un albero, un’emozione unica…

Dulcis in fundo, siamo riusciti a vedere tanti animali rari come ad esempio i licaoni! E tra i big five (come vengono chiamati i 5 grandi animali da vedere in un Safari) ci è scappato solo il rinoceronte, sarà per la prossima volta.

Vi lasciamo un po’ di scatti dell’atmosfera che abbiamo vissuto in Africa, abbiamo lasciato il cuore in Kenya e quando si vede il tramonto lì vi mancherà come nient’altro al mondo. Così come le persone. Forse a tratti troverete fastidiosi i beach boys ma se iniziate semplicemente a parlare con loro e a vivere il luogo per quello che è sarete felici di avere modo di parlare con così tanta gente, qui non ne siamo purtroppo più abituati.

Insomma: W l’Africa!

      

Per il weekend di Ferragosto ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: possibile che restiamo solo io e te in casa a guardare serie TV (che poi si sa che ad un certo punto Giada molla il colpo e mi lascia da solo a fare binge watching) per questi giorni? Eh no. Allora via, zainetto in spalla e direzione Val di Non!

Siamo partiti, con molta sincerità, guardando il portafoglio. Volevamo trovare un albergo in montagna che non costasse molto e che magari offrisse anche la mezza pensione. Siamo due pazzi è vero – soprattutto visto che Ferragosto è alta stagione – ma siamo stati fortunati.
Grazie a Booking ci siamo imbattuti in un hotel interessante e, come ormai non si usa molto fare, abbiamo deciso di chiamarli per avere qualche informazione in più sulla struttura. Al telefono ci hanno raccontato che oltre all’Hotel di loro gestione, c’era anche un agritur, ancora più economico e distante solo un centinaio di metri dalla sede principale della struttura. Non ce lo siamo fatti dire due volte e abbiamo prenotato! L’agritur in questione si chiama AgriturScoiattolo ed è a Coredo, un piccolo paese incastonato nella Val di Non e fa parte del complesso dell’Hotel Miravalle. Abbiamo optato per la mezza pensione che vi consigliamo vivamente: ogni sera in menu c’erano piatti diversi, tipici e molto gustosi.
Una volta trovata la nostra roccaforte ci siamo detti: oltre alle terme cosa possiamo fare? Ecco che i gestori della struttura, molto gentili e disponibili, ci hanno iniziato a dare qualche dritta che vogliamo condividere con voi.

Da Coredo verso il santuario di San Romedio
Questo itinerario forse è il più famoso che si può fare partendo da Coredo, si sta immersi nella natura, non si raggiungono cime troppo alte (dai 565m ai 902m circa di altezza) ed è un percorso davvero molto agile. Partendo da Coredo e percorrendo il Viale dei Sogni (sì si chiama davvero così!) basterà seguire le indicazioni per San Romedio per ammirare così un santuario meraviglioso, tenuto in perfette condizioni, all’interno del quale c’è anche un ospite peloso…Un orso!

Orso del Santuario di San Romedio

Già, perché da molti anni ormai i frati del convento si occupano di curare un orso che vive in libertà ma che viene sostenuto e alimentato da loro. Il motivo? San Romedio era famoso proprio per stare con gli orsi e questo che viene curato dal convento, per molti anni ha vissuto in cattività. Il percorso può essere fatto anche con passeggino per chi si sofferma solo ai due laghi che incontrerete durante il percorso, dopo diventa difficile anche se è davvero un percorso per tutte le gambe!

Santuario di S.Romedio

Santuario di S.Romedio

Lago di Tavon

Lago di Tavon

Lago di Tavon

Lago di Tavon

Val di Tovel e il lago di Tovel
Il secondo giorno della nostra permanenza in Val di Non siamo andati invece in Val di Tovel, ad una ventina di minuti in macchina da dove ci trovavamo noi, per andare a vedere il lago di Tovel. Tanti anni fa il lago di Tovel era conosciuto in tutto il Mondo per essere anche chiamato il lago Rosso. Infatti, a causa probabilmente di un’alga presente nel lago, in alcuni periodi dell’anno le acque cristalline si trasformavano in rosso magenta, destando la curiosità di cittadini e turisti. Purtroppo il fenomeno non si manifesta più dal 1964 ma vale ancora la pena specchiarsi (e perché no tuffarsi) nelle acque splendide di questo lago che vi farà innamorare.

Lago di Tovel

Lago di Tovel

Lago di Tovel

Insomma, la Val di Non ha tanto da mostrare e non solo i meleti splendidi che vi accoglieranno per chilometri e chilometri al vostro arrivo. Ascoltateci e partite! Ed eccovi qualche foto di cibo per farvi venire anche un po’ di acquolina in bocca

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Lavoriamo entrambi in piazza Cadorna e da ormai diverso tempo eppure ci siamo spesso dimenticati di una delle opere più belle che il Mondo abbia mai visto e che, guarda caso, sta a due passi delle nostre sedi di lavoro. Non serve il titolo del post per capire che stiamo parlando del Cenacolo di Leonardo Da Vinci. Questa mattina, di buon ora, siamo andati ad ammirare un’opera che non può essere descritta facilmente, abituati come siamo ad averla già vista tante volte. Come succede con la Gioconda (sempre di Leonardo guarda caso) si è convinti di conoscere un’opera già così bene che quando la si avrà davanti l’emozione non sarà così forte…E invece no. L’emozione davanti a tanta bellezza e complessità non vi lascerà per niente indifferenti.

Cenacolo Vinciano

Procediamo con ordine per darvi qualche info utile per la visita: come molti di voi già sapranno occorre prenotare la propria visita e farlo con largo anticipo guardando le date disponibili sul sito qui. Informazioni ulteriori da sapere:
1. La prenotazione deve essere richiesta con almeno 7 giorni di anticipo.
2. Per tutelare il capolavoro sono ammessi gruppi di 25 persone ogni quindici minuti
3. Una volta confermate le prenotazioni non sono modificabili o cancellabili

Quanto costa la visita al Cenacolo?

INTERO: Euro 10,00 (+ Euro 2,00 per il diritto di prenotazione)

RIDOTTO: Euro 5,00 (+ Euro 2,00 per il diritto di prenotazione)

  • cittadini dell’Unione Europea e dello SEE (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera) di età compresa tra i 18 ed i 25 anni;
  • docenti delle scuole statali dell’Unione Europea e dello SEE con incarico a tempo indeterminato.

GRATUITO: Euro 0,00 (+ Euro 2,00 per il diritto di prenotazione)

  • visitatori di età inferiore a 18 anni;
  • membri I.C.O.M. (International Council of Museums);
  • personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
  • ai cittadini dell ‘Unione europea portatori di handicap e ad un loro familiare o ad altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria (Decreto Ministeriale n. 239 del 20 aprile 2006);
  • studenti della scuola secondaria di secondo grado in possesso della Carta dello Studente;
  • docenti e studenti cittadini dell’Unione Europea delle facoltà di architettura, di conservazione dei beni culturali, di scienze della formazione e dei corsi di laurea in lettere o materie letterarie con indirizzo archeologico o storico artistico delle facoltà di lettere e filosofia;
  • docenti e studenti delle accademie di belle arti dell’Unione Europea;
    allievi dell’Istituto Centrale per il Restauro, dell’Opificio delle Pietre Dure, della Scuola per il Restauro del Mosaico;
  • giornalisti (è obbligatoria l’esibizione di idoneo documento comprovante l’attività professionale svolta).
  • cittadini dell’Unione Europea portatori di handicap accompagnati da un familiare o da un assistente socio-sanitario;
  • operatori di associazioni di volontariato che svolgano attività di promozione e diffusione della conoscenza dei beni culturali (in base a convenzioni stipulate col Ministero – art. 12, comma 8 del Codice);

Gratuito: Euro 0,00 (senza diritto di prenotazione)

Ingressi prenotabili solo attraverso il CALL CENTER

  • gruppi di studenti delle scuole pubbliche e private dell’Unione Europea, accompagnati dai loro insegnanti, previa prenotazione e contestuale acquisto di servizi, quali per esempio audioguide o visite guidate. Per scolaresche che non acquisteranno altri servizi sarà richiesto il pagamento di un diritto di prenotazione pari a 5Euro indipendentemente dal numero di persone appartenenti al gruppo.
  • Le guide turistiche dell’Unione Europea, nell’esercizio della propria attività professionale, mediante esibizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità, entrano gratuitamente ma devono comunque effettuare la prenotazione del biglietti di ingresso tramite il Call Center per questioni di capienza della struttura;
  • interpreti turistici dell’Unione Europea quando occorra la loro opera a fianco della guida.

Vi suggeriamo amici di Milano di farci almeno una volta una “capatina” perché ne vale davvero la pena. Inutile dilungarsi sulla bellezza del capolavoro di Leonardo che non ha di certo bisogno dei nostri pareri per essere consacrato, sappiate però che nella stanza in cui si può ammirare il Cenacolo c’è un altro dipinto (che in pochi conoscono) che mostra la crocifissione di Gesù. Quando sarete in attesa di entrare (vi consigliamo di recarvi in biglietteria almeno 20 minuti prima dell’orario in cui dovrete entrare e di entrare poi nell’entrata posta vicino alla chiesta almeno 10 minuti prima) leggete tutto ciò che questo capolavoro ha passato negli anni, vi meravigliete e sarete grati di aver avuto l’occasione di vedere un’opera così che è riuscita a sopravvivere non solo al passare degli anni ma anche delle guerre…
Cenacolo Vinciano